Editoriale
SERIE D 2026/27, GIRONE D: STORIA, NUMERI E MERCATO DELLE AVVERSARIE DELLA CASATESE MERATE
La pubblicazione dei gironi della Serie D 2026/27 ha consegnato alla Casatese Merate un raggruppamento profondamente diverso da quello affrontato nelle ultime stagioni.
Un girone da categoria superiore: retrocesse dalla Serie C, grandi piazze e neopromosse ambiziose
La pubblicazione dei gironi della Serie D 2026/27 ha consegnato alla Casatese Merate un raggruppamento profondamente diverso da quello affrontato nelle ultime stagioni.
Il nuovo Girone D comprende diciotto società provenienti da Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana:
Arconatese, Aurora Pro Patria, Casatese Merate, Castellanzese, Città di Pontedera, Cittadella Modena, Correggese, Crema, Lentigione, Oltrepò, Pavia, Pistoiese, Pro Sesto, Sant'Angelo, Solbiatese, Tropical Coriano, Varese e Varesina.
Non è soltanto cambiata la geografia. È cambiata soprattutto la natura competitiva del campionato.
Nel girone sono state inserite:
- due retrocesse dalla Serie C, Aurora Pro Patria e Città di Pontedera;
- società con una lunga tradizione professionistica, come Pistoiese, Varese, Pro Sesto e Pavia;
- due delle squadre più continue dell'ultima Serie D, Lentigione e Pistoiese;
- una Cittadella Modena protagonista di un mercato particolarmente ambizioso;
- due neopromosse, Arconatese e Solbiatese;
- due società riammesse dopo la retrocessione, Castellanzese e Tropical Coriano;
- una Casatese Merate reduce dal secondo posto nel Girone B e dalla finale playoff persa ai supplementari contro il Chievo Verona.
Il risultato è un raggruppamento nel quale blasone, organizzazione societaria, disponibilità economica e valori tecnici non coincidono necessariamente. Le retrocesse dalla Serie C dovranno ricostruire; alcune neopromosse arrivano con entusiasmo e rose consolidate; diverse squadre già presenti in Serie D hanno invece strutture tattiche e conoscenza della categoria superiori.
Il mercato è ancora aperto e molte rose non sono definitive. Tuttavia, alla data del 7 agosto, è già possibile individuare gerarchie, tendenze e caratteristiche delle future avversarie della Casatese Merate.
NOTA METODOLOGICA
Per ogni società sono state considerate le ultime tre stagioni concluse:
- 2023/24
- 2024/25
- 2025/26
Sono stati analizzati:
- categoria e girone;
- piazzamento finale;
- punti;
- partite disputate;
- gol segnati;
- gol subiti;
- andamento tecnico;
- promozioni, retrocessioni, playout, penalizzazioni ed esclusioni;
- principali operazioni del mercato estivo 2026.
I dati grezzi devono essere interpretati tenendo presente che i campionati analizzati non avevano tutti la stessa dimensione: alcune squadre hanno disputato 32 partite, altre 34, 36 o 38. Per questo, oltre ai totali, assume particolare importanza il rendimento medio per partita.
Le valutazioni finali non rappresentano un pronostico matematico, ma una fotografia tecnica costruita incrociando risultati, continuità, solidità difensiva, qualità del mercato e livello di stabilità dei rispettivi progetti.
IL TRIENNIO DELLE DICIOTTO SQUADRE
Legenda: C = Serie C · D = Serie D · ECC = Eccellenza · GF-GS = gol fatti e gol subiti.
| Squadra | 2023/24 | 2024/25 | 2025/26 |
|---|---|---|---|
| Arconatese | D/B: 6ª, 68 punti, 58-38 | D/B: 20ª, 31 punti, 33-64 | ECC/A: 1ª, 73 punti, 77-36 |
| Aurora Pro Patria | C/A: 12ª, 46 punti, 37-51 | C/A: 18ª, 34 punti, 32-44 | C/A: 19ª, 23 punti, 34-70 |
| Casatese Merate | D/B: 11ª, 51 punti, 53-53 | D/B: 4ª, 68 punti, 58-34 | D/B: 2ª, 61 punti, 49-28 |
| Castellanzese | D/B: 17ª, 39 punti, 36-51 | D/B: 13ª, 46 punti, 43-53 | D/B: 13ª, 41 punti, 41-39 |
| Città di Pontedera | C/B: 9ª, 52 punti, 53-54 | C/B: 10ª, 48 punti, 54-54 | C/B: 19ª, 20 punti, 27-62 |
| Cittadella Modena | ECC/A: 1ª, 81 punti, 87-24 | D/D: 7ª, 47 punti, 48-40 | D/D: 7ª, 55 punti, 35-29 |
| Correggese | ECC/A: 3ª, 72 punti, 66-31 | ECC/A: 1ª, 71 punti, 63-22 | D/D: 12ª, 39 punti, 34-36 |
| Crema | D/B: 18ª, 36 punti, 25-48 | D/B: 16ª, 44 punti, 48-57 | D/D: 13ª, 38 punti, 34-46 |
| Lentigione | D/D: 5ª, 56 punti, 49-31 | D/D: 3ª, 65 punti, 48-27 | D/D: 2ª, 73 punti, 50-22 |
| Oltrepò | ECC/A: 1ª, 70 punti, 62-33 | D/A: 13ª, 40 punti, 38-59 | D/B: 7ª, 50 punti, 38-36 |
| Pavia | ECC/A: 3ª, 63 punti, 52-33 | ECC/A: 1ª, 76 punti, 73-25 | D/B: 15ª, 37 punti, 36-47 |
| Pistoiese | D/D: esclusa, risultati annullati | D/D: 5ª, 61 punti, 45-23 | D/D: 3ª, 71 punti, 61-22 |
| Pro Sesto | C/A: 19ª, 35 punti, 25-40 | D/B: 8ª, 52 punti, 45-43 | D/D: 6ª, 55 punti, 45-29 |
| Sant'Angelo | D/D: 10ª, 41 punti, 47-44 | D/B: 10ª, 48 punti, 41-41 | D/D: 11ª, 39 punti, 36-49 |
| Solbiatese | ECC/A: 6ª, 59 punti, 55-37 | ECC/A: 2ª, 75 punti, 70-22 | ECC/A: 2ª, 62 punti, 55-35 |
| Tropical Coriano | ECC/B: 5ª, 54 punti, 36-29 | ECC/B: 1ª, 64 punti, 32-23 | D/D: 16ª, 31 punti, 28-44 |
| Varese | D/A: 3ª, 66 punti, 49-33 | D/A: 6ª, 62 punti, 47-34 | D/A: 4ª, 56 punti, 43-43 |
| Varesina | D/B: 5ª, 68 punti, 73-49 | D/B: 6ª, 64 punti, 61-44 | D/B: 16ª, 36 punti, 38-44 |
LE AVVERSARIE, SQUADRA PER SQUADRA
ARCONATESE
Storia e identità
L'Arconatese rappresenta uno dei progetti calcistici più radicati dell'Alto Milanese. Fondata nel 1926, la società celebra proprio nel 2026 il proprio centenario. Il club ha costruito la sua reputazione recente attraverso programmazione, continuità tecnica e valorizzazione dei giovani, riuscendo per diverse stagioni a competere stabilmente in Serie D senza disporre delle risorse delle piazze più grandi.
Il triennio
Il rendimento degli ultimi tre anni racconta una squadra capace di raggiungere livelli molto elevati, ma anche di attraversare una crisi improvvisa.
Nel 2023/24 l'Arconatese terminò il Girone B al sesto posto con 68 punti, segnando 58 gol e subendone 38. Nel 2024/25 arrivò invece un crollo verticale: ventesimo posto, appena 31 punti, 33 reti realizzate e 64 incassate.
La retrocessione fu però immediatamente cancellata. Nel 2025/26 l'Arconatese vinse il proprio girone di Eccellenza con 73 punti e 77 gol segnati, una media di 2,26 reti per partita.
Mercato e valutazione tecnica
La società ha lavorato per mantenere parte dell'ossatura della promozione e aggiungere giovani già abituati alla categoria. Tra i profili annunciati figurano l'attaccante Antonio Guerrisi, Antonio Magrini, Emanuele Ricci e Ryan Nigro, oltre ad alcune conferme significative.
Il dato dei 77 gol in Eccellenza testimonia una grande capacità offensiva, ma il salto in Serie D richiederà un livello completamente differente di gestione degli spazi. Le 36 reti subite nel campionato vinto indicano che l'Arconatese non è stata una squadra esclusivamente attendista.
La principale incognita riguarda la capacità di trasferire la propria superiorità territoriale e tecnica nella categoria superiore. L'Arconatese non parte come favorita, ma è una neopromossa atipica: conosce bene la Serie D e possiede un'identità societaria consolidata.
AURORA PRO PATRIA
Una delle grandi storie del girone
La Pro Patria porta nel Girone D una storia che appartiene al calcio professionistico italiano. La tradizione bustocca nasce nel 1919 e comprende quattordici partecipazioni alla massima serie e diciannove al secondo livello nazionale. L'ultima esperienza in Serie A risale al 1955/56, mentre la società attuale ha raccolto nel 2009 la continuità della tradizione biancoblù.
La presenza in Serie D rappresenta quindi un evento sportivamente rilevante. L'iscrizione ha permesso di salvaguardare una storia lunga oltre un secolo, mentre il controllo societario è passato al gruppo Estrella Football Group.
Il triennio
Il percorso recente è però chiaramente negativo.
Nel 2023/24 la Pro Patria chiuse la Serie C al dodicesimo posto con 46 punti, 37 gol segnati e 51 subiti. Nel 2024/25 terminò diciottesima con 34 punti, riuscendo comunque a mantenere la categoria attraverso i playout.
Nel 2025/26 è arrivata la retrocessione diretta: diciannovesimo posto, 23 punti, 34 reti realizzate e ben 70 incassate. La media di 1,84 gol subiti per partita fotografa una squadra che aveva perso equilibrio, solidità e capacità di controllo.
Ricostruzione estiva
La nuova Pro Patria è affidata a Mauro Zironelli e la costruzione della rosa è partita più tardi rispetto a molte concorrenti. Le indicazioni provenienti dall'ambiente bustocco parlano della necessità di completare più reparti, in particolare porta, centrocampo e attacco. Antonio Arpino è stato indicato tra gli obiettivi, ma non deve essere considerato un acquisto ufficiale fino alla comunicazione definitiva.
La Pro Patria avrà inevitabilmente strutture, pubblico e abitudini professionistiche superiori alla media della categoria. Questo non significa però che sia automaticamente una favorita.
La Serie D punisce le squadre costruite sulla reputazione e non sugli equilibri. Il passaggio dal professionismo al dilettantismo richiede giocatori disposti ad accettare partite sporche, campi differenti e avversari molto aggressivi sulle seconde palle.
È una delle maggiori incognite del girone: potenzialmente da vertice, ma ancora tutta da assemblare.
CASTELLANZESE
Una crescita costruita nel tempo
Fondata nel 1921, la Castellanzese identifica la propria tradizione nei colori neroverdi. La prima promozione in Serie D risale al 2019 e da allora la società ha costruito una presenza continuativa nella quarta serie nazionale.
Il triennio
I risultati raccontano una squadra abituata a combattere soprattutto nella seconda metà della classifica.
Nel 2023/24 chiuse diciassettesima con 39 punti e un saldo reti di 36-51. Nel 2024/25 arrivò tredicesima con 46 punti, 43 gol fatti e 53 subiti.
Nel 2025/26 il rendimento numerico migliorò soprattutto in fase difensiva: tredicesimo posto, 41 punti, 41 gol segnati e 39 concessi. Nonostante una differenza reti positiva, la Castellanzese perse il playout casalingo contro la Varesina e retrocesse, ottenendo successivamente la riammissione in Serie D.
È un caso interessante: la retrocessione non è stata determinata da numeri disastrosi, ma da una classifica estremamente corta e da uno spareggio decisivo.
Rosa e prospettiva
La squadra è stata affidata a Francesco Bolzoni. Tra i giocatori inseriti o presenti nella costruzione estiva figurano Bongini, Angelè, Ballarini, Matella, Tordini, Castelletto, Boccadamo, Ferrari, Giuliani, Tonon, Cante e l'esperto Mario Chessa. Matella arriva con un percorso maturato anche nel calcio professionistico.
La presenza di Chessa garantisce qualità tra le linee e capacità di risolvere partite bloccate. Il problema sarà costruire intorno ai giocatori tecnici una struttura atletica e difensiva sufficientemente resistente.
La Castellanzese non dovrebbe essere valutata come una semplice ripescata. Nella scorsa stagione ha subito meno reti di Oltrepò, Varese, Pavia, Crema, Sant'Angelo e Tropical Coriano. La fragilità è stata soprattutto nella trasformazione delle prestazioni in punti e nella gestione degli episodi decisivi.
CITTÀ DI PONTEDERA
Oltre un secolo di storia granata
Il Pontedera nasce nel 1912, per iniziativa di un gruppo di studenti guidato da Lando Ferretti. La società toscana ha trascorso gran parte della propria storia tra terza e quarta serie, diventando una presenza abituale e riconoscibile del calcio professionistico nazionale.
La discesa in Serie D arriva al termine di una stagione molto complessa e coincide con il passaggio del 95% delle quote societarie a BR Football, operazione che ha aperto una nuova fase tecnica e gestionale.
Il triennio
Nel 2023/24 il Pontedera raggiunse il nono posto nel Girone B di Serie C con 52 punti, 53 gol segnati e 54 subiti. Nel 2024/25 chiuse decimo con 48 punti e un perfetto equilibrio tra reti realizzate e incassate: 54-54.
Il 2025/26 ha rappresentato una frattura netta: diciannovesimo posto nella classifica effettiva, 20 punti in 36 incontri, 27 gol segnati e 62 subiti. La produzione offensiva è scesa da 1,42 a 0,75 reti per partita, mentre il sistema difensivo è passato da 1,42 a 1,72 gol incassati a gara.
Non si è quindi trattato soltanto di una retrocessione, ma di un collasso simultaneo delle due fasi.
Una rosa nuova e internazionale
Il mercato ha prodotto una ricostruzione molto ampia. Tra i nuovi elementi annunciati figurano Francesco Pio Gattuso, Alessio Pipicella, Lucas Teixeira Ororbia, Amestan Kessai, Giuseppe Zagarese, Matheus Bernardi, Lorenzo Bechini, João Vitor, Tiago Galeiras, Diogo Pinto e Claudio Mendes.
L'organico presenta numerosi profili stranieri, soprattutto portoghesi e brasiliani, inseriti accanto a giocatori italiani che conoscono la categoria. Bechini, in particolare, porta più di cento presenze in Serie D.
La qualità individuale potenziale è evidente, ma esiste una variabile rilevante: il tempo necessario per costruire linguaggio calcistico comune, automatismi, comunicazione difensiva e conoscenza delle caratteristiche della Serie D.
Il Pontedera è una squadra dal tetto tecnico elevato, ma con un margine d'incertezza superiore a quello di Lentigione, Pistoiese o Casatese Merate.
CITTADELLA MODENA
Dalla realtà territoriale a un progetto nazionale
Il progetto moderno del Cittadella Modena affonda le proprie radici nell'attività sportiva parrocchiale modenese e nella Vis San Paolo, fondata nel 1977. La successiva evoluzione societaria ha condotto alla nascita dell'attuale realtà, che dal 2020 ha assunto una nuova identità e una dimensione sempre più ambiziosa.
Il triennio
Nel 2023/24 il Cittadella dominò l'Eccellenza emiliana con numeri eccezionali: primo posto, 81 punti, 87 gol segnati e soltanto 24 subiti.
Al debutto in Serie D, nel 2024/25, raggiunse il settimo posto con 47 punti e un bilancio di 48-40. Nel 2025/26 si è confermato settimo, salendo a 55 punti e migliorando sensibilmente la fase difensiva: 35 reti realizzate e 29 incassate.
La trasformazione più evidente è quella da squadra offensiva e dominante a formazione maggiormente controllata. I gol segnati sono diminuiti, ma la competitività complessiva è cresciuta.
Il mercato che cambia le gerarchie
L'operazione simbolo è l'ingaggio di Grégoire Defrel, attaccante classe 1991 con una lunghissima esperienza nel calcio professionistico e in Serie A. L'arrivo di un giocatore di questo livello modifica immediatamente la percezione del Cittadella e dell'intero girone.
A Defrel si aggiungono Matteo Cericola, accreditato di 72 gol e 20 assist in Serie D, e Kamal Rizq, proveniente dalla Pistoiese.
Cericola, Rizq e Defrel formano, almeno sulla carta, uno dei reparti offensivi più completi del campionato: Defrel può attaccare la profondità, giocare tra le linee e creare superiorità; Cericola conosce perfettamente tempi e spazi della Serie D; Rizq aggiunge energia, pressione e capacità di legare il gioco.
La principale domanda riguarda l'equilibrio tra talento offensivo e sostenibilità tattica. Se il Cittadella riuscirà a mantenere la solidità da 29 gol subiti aggiungendo il potenziale dei nuovi attaccanti, sarà una candidata concreta alla promozione.
È probabilmente la società che, attraverso il mercato, ha maggiormente aumentato il proprio valore rispetto alla stagione precedente.
CORREGGESE
Tradizione emiliana
La Correggese è stata fondata nel 1948 e ha conosciuto anche esperienze al terzo livello del calcio italiano. Negli ultimi decenni è diventata una presenza ricorrente tra Serie D ed Eccellenza, riuscendo più volte a ricostruire rapidamente dopo le retrocessioni.
Il triennio
Nel 2023/24 chiuse terza in Eccellenza con 72 punti, 66 gol segnati e 31 subiti. Nel 2024/25 vinse il campionato dopo lo spareggio, terminando la stagione regolare con 71 punti, 63 reti realizzate e appena 22 incassate.
Il ritorno in Serie D è stato più complicato. Nel 2025/26 la Correggese si è classificata dodicesima con 39 punti, 34 gol fatti e 36 subiti.
La differenza reti di meno due è comunque migliore rispetto a quella di molte squadre finite nella stessa zona. Il problema principale non è stato il numero di occasioni concesse, ma la difficoltà a trasformare partite equilibrate in vittorie.
Nuova guida tecnica
Le comunicazioni estive hanno registrato un cambiamento in panchina. Un primo annuncio aveva indicato Matteo Vullo, mentre una comunicazione successiva ha presentato Nicholas Rizzelli e il suo staff. La seconda comunicazione, essendo cronologicamente più recente, rappresenta il riferimento più aggiornato.
La Correggese parte con una base statisticamente equilibrata, ma dovrà aumentare la propria produzione offensiva. I 34 gol dell'ultimo campionato equivalgono esattamente a una rete per partita: troppo poco per avvicinarsi alla zona playoff.
È una formazione che potrebbe rendere il girone difficile alle squadre più tecniche, ma che necessita di maggiore incisività negli ultimi venticinque metri.
CREMA
Una storia iniziata nel 1908
L'AC Crema è una delle società più antiche del raggruppamento. Fondata nel 1908, ha attraversato differenti epoche del calcio nazionale e rappresenta la tradizione nerobianca della città.
La stagione 2026/27 sarà il decimo campionato consecutivo del club in Serie D, un dato che certifica la capacità della società di mantenersi stabilmente nella categoria nonostante diverse stagioni concluse vicino alla zona retrocessione.
Il triennio
Nel 2023/24 il Crema terminò diciottesimo nel Girone B con 36 punti. Segnò soltanto 25 gol in 38 partite, subendone 48.
Nel 2024/25 aumentò notevolmente la produzione offensiva, arrivando a 48 reti, ma ne concesse 57 e chiuse sedicesimo con 44 punti.
Nel 2025/26 ha raggiunto il tredicesimo posto nel Girone D: 38 punti, 34 gol fatti e 46 subiti.
Il Crema ha quindi cambiato più volte fisionomia: prima poco produttivo, poi più offensivo ma fragile, infine nuovamente prudente.
Continuità e mercato
La società ha confermato Michele Piccolo e affidato la direzione sportiva a Rolando Lorenzi. Tra le operazioni più interessanti figura l'arrivo in prestito dal Genoa di Gabriele Pessolani, attaccante classe 2005 che nelle ultime stagioni ha maturato esperienze con Alcione Milano e Pergolettese in Serie C.
Pessolani può aumentare profondità, intensità e capacità di attaccare lo spazio, ma il Crema dovrà trovare continuità realizzativa collettiva. Nelle ultime tre stagioni ha segnato complessivamente 107 reti in 110 partite: meno di un gol di media per incontro.
Il profilo iniziale rimane quello di una squadra da salvezza, ma la conoscenza della categoria e la continuità tecnica possono rappresentare un vantaggio contro formazioni completamente ricostruite.
LENTIGIONE
Una società diventata modello di continuità
Il Lentigione nasce nel 1948, iniziando l'attività federale continuativa negli anni successivi. Dopo una prima promozione in Serie D nel 2001, è tornato stabilmente nella categoria nel 2015, costruendo progressivamente una delle realtà più organizzate del calcio dilettantistico emiliano.
Non dispone del bacino di pubblico delle grandi piazze, ma compensa con programmazione, competenza e continuità.
Il triennio
La crescita è impressionante.
- 2023/24: quinto posto, 56 punti, 49 gol fatti e 31 subiti in 32 partite;
- 2024/25: terzo posto, 65 punti, 48-27 in 34 gare;
- 2025/26: secondo posto, 73 punti, 50-22 in 34 gare.
Nell'ultima stagione il Lentigione ha ottenuto 2,15 punti per partita e ha subito soltanto 0,65 gol per gara.
Ancora più significativa è la progressione difensiva: da 31 a 27 e infine a 22 reti incassate. Non è una crescita episodica, ma il risultato di un'identità sempre più definita.
Il mercato
La società ha inserito Matteo Rizzi, attaccante classe 1999 proveniente dall'Imolese, autore di 23 gol nelle ultime due stagioni di Serie D e legato al club fino al 2027. La squadra continuerà a essere guidata da Pedrelli.
Rizzi risponde a una necessità precisa: aggiungere maggiore peso realizzativo a una formazione già eccellente nella protezione della propria porta.
Il Lentigione non ha bisogno di rivoluzionarsi. Ha bisogno di convertire qualche pareggio in vittoria e qualche occasione in più in gol.
Per continuità del progetto, qualità difensiva e rendimento recente, è una delle due principali favorite del girone insieme alla Pistoiese.
OLTREPÒ
Un progetto nato per rappresentare il territorio
L'attuale Oltrepò FBC nasce nell'estate del 2022 dall'unione tra Varzi 1960 e la realtà calcistica di Broni. Il progetto è stato costruito per rappresentare in modo unitario il territorio oltrepadano, puntando su sostenibilità, settore giovanile e progressiva crescita della prima squadra.
Il triennio
Nel 2023/24 l'Oltrepò vinse il campionato di Eccellenza con 70 punti, 62 gol fatti e 33 subiti.
Il primo anno in Serie D fu complicato: tredicesimo posto nel Girone A, 40 punti, 38 reti realizzate e 59 incassate.
Nel 2025/26 è arrivata una crescita evidente: settimo posto nel Girone B con 50 punti, nonostante una penalizzazione di tre punti, e differenza reti positiva, 38-36. Senza la penalizzazione il rendimento sportivo avrebbe prodotto 53 punti.
In una sola stagione la squadra ha ridotto i gol subiti da 59 a 36, migliorando di 23 unità.
Nuovo corso tecnico
La panchina è affidata ad Andrea Molinelli, come riportato dalla composizione ufficiale dello staff 2026/27. La scelta è successiva al primo annuncio di giugno relativo a Luca Anania e rappresenta quindi l'assetto attualmente valido.
Tra gli innesti figurano Riccardo Restelli, centrocampista classe 2005 cresciuto nei settori giovanili di Inter, Novara, Pro Patria e Como, e l'attaccante Daniel Barel Tueto Fotso.
L'Oltrepò è una squadra da non sottovalutare. Non possiede probabilmente la qualità offensiva delle principali favorite, ma ha dimostrato di saper correggere rapidamente i propri problemi.
Il settimo posto della scorsa stagione e la solidità raggiunta la collocano nella fascia centrale-alta del girone.
PAVIA
Una piazza storica
La tradizione calcistica pavese risale al 1911. Nel corso della propria storia il club ha attraversato rifondazioni, cambi di denominazione e differenti assetti societari, mantenendo però un legame forte con la città e con lo stadio Pietro Fortunati.
La stagione 2026/27 coincide con il 115º anniversario della tradizione azzurra.
Il triennio
Nel 2023/24 il Pavia chiuse terzo in Eccellenza con 63 punti, 52 gol fatti e 33 subiti.
Nel campionato successivo dominò il girone: primo posto, 76 punti, 73 reti segnate e appena 25 concesse.
Il ritorno in Serie D ha però evidenziato tutte le difficoltà del salto di categoria. Nel 2025/26 il Pavia ha concluso quindicesimo con 37 punti, 36 gol fatti e 47 subiti, ottenendo la permanenza attraverso il playout vinto contro il Breno.
Il mercato della seconda stagione
La società ha confermato Niccolò Cavallotti fino al 2027 e ha aggiunto diversi profili, tra i quali Bernini, Raso, Rosa e Bartoli. Gli arrivi estivi comunicati a metà luglio erano già saliti a otto.
La prima annata dopo la promozione è spesso la più difficile. Il Pavia ha ora una conoscenza diretta della categoria e può intervenire sui problemi emersi: ritmo più elevato, minore tempo per la costruzione e maggiore necessità di difendere l'area.
La qualità della piazza e il potenziale societario sono superiori a quelli di una normale squadra da salvezza. Tuttavia, il rendimento sul campo deve ancora dimostrare che il progetto è pronto per la parte sinistra della classifica.
PISTOIESE
Una delle grandi tradizioni del raggruppamento
Fondata nel 1921, la Pistoiese rappresenta una delle piazze più importanti del girone. La storia arancione comprende esperienze nei campionati professionistici e una partecipazione alla Serie A, oltre a numerose rifondazioni e ricostruzioni societarie.
La stagione 2023/24 ha rappresentato il punto più basso recente: la società venne esclusa dal campionato e i risultati furono annullati.
La ricostruzione
Il ritorno è stato immediato e molto competitivo.
Nel 2024/25 la Pistoiese concluse quinta con 61 punti, 45 gol segnati e solamente 23 subiti.
Nel 2025/26 ha ottenuto il terzo posto con 71 punti, realizzando 61 reti e incassandone appena 22. La media è stata di 2,09 punti per partita, con 1,79 gol segnati e 0,65 subiti.
Nell'arco di un anno la squadra ha aggiunto sedici gol alla propria produzione mantenendo quasi invariata l'eccellenza difensiva.
Continuità e qualità
La società ha confermato giocatori importanti come l'attaccante Russo e il portiere Nicolas Giuliani. Russo porta esperienza, capacità realizzativa e conoscenza delle partite di vertice, con un passato da capocannoniere e campionati di Serie D già vinti.
Tra i movimenti registrati figurano anche Nicola Caccia, Simone Corazza e diversi giovani centrocampisti, tra cui Gabriele Manzoni, Thomas Calia e Giacomo Agogliati.
La Pistoiese possiede una delle migliori difese della categoria, una produzione offensiva superiore a quella del Lentigione, una piazza capace di generare pressione ma anche spinta e un progetto che ha già superato la fase della ricostruzione.
Parte come una delle favorite principali. Rispetto al Lentigione dispone di maggiore peso offensivo; rispetto alle retrocesse dalla Serie C possiede automatismi già collaudati nella categoria.
PRO SESTO
La tradizione biancoceleste
La Pro Sesto è stata fondata il 21 marzo 1913 come Società Ginnico Sportiva Pro Sesto. I colori biancocelesti e lo stadio Breda accompagnano una storia trascorsa prevalentemente tra Serie C e Serie D.
Il triennio
Nel 2023/24 la squadra retrocesse dalla Serie C dopo il diciannovesimo posto: 35 punti, 25 gol segnati e 40 subiti.
Nel 2024/25 concluse ottava in Serie D con 52 punti, 45 reti realizzate e 43 incassate.
Nel 2025/26 è salita al sesto posto con 55 punti, mantenendo i 45 gol segnati ma riducendo quelli subiti da 43 a 29.
La differenza principale non è quindi arrivata dall'attacco, ma dall'organizzazione difensiva. La Pro Sesto è passata da una differenza reti di più due a una di più sedici.
Mercato e ambizioni
La società ha ufficializzato Mattia Morello, attaccante esterno classe 1999, e ha proseguito la costruzione di una rosa destinata a migliorare il sesto posto dell'ultima stagione.
La Pro Sesto dispone di struttura, stadio, settore giovanile e cultura professionistica. A differenza di Pro Patria e Pontedera, non deve però ricostruire dopo una retrocessione appena avvenuta: ha già completato due stagioni di adattamento alla Serie D.
Questo la rende meno appariscente, ma potenzialmente più pronta. Se aumenterà la produzione offensiva mantenendo la solidità da 29 reti incassate, potrà inserirsi stabilmente nella zona playoff.
SANT'ANGELO
La storia rossonera
Il Sant'Angelo nasce nel 1907 con la denominazione di US Santangiolina. La tradizione rossonera comprende esperienze nei campionati professionistici e un forte radicamento nel territorio lodigiano.
Il triennio
Nel 2023/24 chiuse decimo nel Girone D con 41 punti, 47 gol segnati e 44 subiti in 32 incontri.
Nel 2024/25 terminò ancora decimo, questa volta nel Girone B: 48 punti, 41 reti fatte e altrettante incassate.
Nel 2025/26 è sceso all'undicesimo posto con 39 punti, 36 gol segnati e 49 subiti.
La tendenza dell'ultima stagione è negativa in entrambe le fasi: meno cinque gol realizzati e più otto subiti rispetto all'anno precedente, nonostante quattro partite in meno.
Nuovo ciclo
Il nuovo allenatore è Luca Di Lauri. Il primo rinforzo annunciato è stato il portiere Riccardo Leoni, mentre tra i movimenti successivi risultano profili come Martino Cominetti e Andrea Toldo.
Il Sant'Angelo deve innanzitutto recuperare compattezza. Concedere 49 reti in 34 partite significa aver subito mediamente 1,44 gol per gara, dato difficilmente compatibile con ambizioni di medio-alta classifica.
La storia e il fattore campo restano elementi importanti, ma la valutazione iniziale colloca il Sant'Angelo nella fascia delle squadre che dovranno conquistare la salvezza prima di fissare obiettivi superiori.
SOLBIATESE
Il ritorno di una società storica
Fondata nel 1911, la Solbiatese vanta dodici partecipazioni alla Serie C e nove alla Serie C2. La denominazione storica è stata recuperata nel 2019 e la promozione ottenuta nel 2026 riporta la società in Serie D dopo quindici anni.
Il triennio
Nel 2023/24 la Solbiatese concluse sesta in Eccellenza con 59 punti, 55 gol fatti e 37 subiti.
Nel 2024/25 arrivò seconda con 75 punti e numeri da promozione diretta: 70 reti realizzate e soltanto 22 incassate.
Nel 2025/26 ha chiuso nuovamente seconda, con 62 punti, 55 gol fatti e 35 subiti, conquistando poi la Serie D attraverso i playoff nazionali.
Una neopromossa costruita in anticipo
Roberto Gatti è stato confermato alla guida della squadra. La società ha mantenuto dodici giocatori e inserito altri dodici elementi.
Tra i nuovi figurano il portiere Giulio Gadda; i difensori Constantin Gordon, Giuseppe Pandullo, Mattia Vitale, Nico Vailsena e Filippo Renner; i centrocampisti Sowe Albassan, Tommaso Dagrada, Njie Abdoullah e Riccardo Lo Re; gli attaccanti Lorenzo Riboli e Dennis Scapienllo.
La quantità delle operazioni indica che la Solbiatese non intende affrontare la categoria con la sola rosa della promozione.
È una neopromossa ambiziosa, con storia, organizzazione e mercato. Il rischio è rappresentato dall'inserimento simultaneo di molti giocatori; il vantaggio è aver conservato la guida tecnica e una parte consistente del gruppo.
Può essere una delle sorprese del girone e inserirsi nella parte sinistra della classifica.
TROPICAL CORIANO
Una realtà romagnola profondamente territoriale
Il Tropical Coriano nasce nel 1953 e rappresenta il territorio di Coriano, nell'area riminese. La società attribuisce grande importanza all'attività giovanile e al radicamento locale.
Il triennio
Nel 2023/24 concluse quinto in Eccellenza con 54 punti, 36 gol segnati e 29 subiti.
Nel 2024/25 vinse il campionato dopo lo spareggio, chiudendo la stagione regolare con 64 punti, 32 reti realizzate e appena 23 incassate.
L'esordio in Serie D fu però molto difficile: sedicesimo posto con 31 punti, 28 gol fatti e 44 subiti. Dopo la retrocessione, il club è stato riammesso ufficialmente in Serie D il 5 agosto 2026.
Il problema del tempo
Tra gli innesti annunciati figurano l'attaccante esterno Francesco Fraternali e il difensore centrale Stefano Antezza.
La riammissione arrivata a pochi giorni dalla pubblicazione dei gironi pone il Tropical davanti a una difficoltà oggettiva: completare la rosa e preparare la stagione in tempi molto più stretti rispetto alle concorrenti.
Sul piano tecnico servirà soprattutto aumentare la produzione offensiva. I 28 gol dell'ultima Serie D equivalgono a 0,82 reti per partita, dato inferiore a quello di tutte le formazioni di vertice.
Il Tropical parte in una posizione complicata, ma potrà sfruttare la continuità del gruppo e l'assenza di grandi pressioni ambientali.
VARESE
Una tradizione di livello nazionale
Il calcio varesino nasce nel 1910 e possiede una storia fatta di numerose partecipazioni alla Serie A e alla Serie B. L'attuale società è stata costituita nel 2019 e dal maggio 2025 ha assunto la denominazione Varese Football Club, rivendicando la continuità con la tradizione biancorossa.
Il triennio
Nel 2023/24 il Varese concluse terzo nel Girone A con 66 punti, 49 gol segnati e 33 subiti.
Nel 2024/25 terminò sesto con 62 punti e un saldo reti di 47-34.
Nel 2025/26 ha raggiunto il quarto posto con 56 punti, ma con un dato anomalo per una squadra di vertice: 43 gol fatti e 43 subiti.
Il piazzamento resta positivo, ma il rendimento mostra una progressiva diminuzione dei punti: 66, 62 e 56, anche considerando il differente numero di partite.
Il nuovo organico
La guida tecnica è affidata ad Andrea Ciceri. Tra i movimenti estivi figurano Daniele Favale, Stefano Molinari, Vittorio Salera, Roberto Beretta e il giovane portiere Gabriele Gruttadauria, insieme a importanti conferme.
Favale può aggiungere qualità e capacità di creare superiorità sulle corsie, mentre Molinari e Beretta aumentano struttura ed esperienza.
Il Varese possiede uno dei maggiori potenziali ambientali del girone, ma deve recuperare equilibrio. Una squadra che vuole vincere il campionato non può concedere 43 gol in 34 giornate.
Rimane una candidata ai playoff e, con gli opportuni correttivi difensivi, può inserirsi anche più in alto. Rispetto a Pistoiese e Lentigione offre però meno garanzie strutturali.
VARESINA
Un progetto giovane, ma ormai consolidato
La Varesina nasce nel 2010 dalla fusione delle realtà calcistiche di Castiglione Olona e Venegono Superiore. La prima promozione in Serie D risale al 2015/16. Il club ha costruito il proprio percorso puntando su impianti, settore giovanile e valorizzazione dei giocatori.
Il triennio
Nel 2023/24 la Varesina chiuse quinta con 68 punti e uno dei migliori attacchi della categoria: 73 gol segnati e 49 subiti.
Nel 2024/25 arrivò sesta con 64 punti, 61 reti realizzate e 44 incassate.
Nel 2025/26 è avvenuto un crollo inatteso: sedicesimo posto, 36 punti, 38 gol fatti e 44 subiti. La permanenza in categoria è arrivata attraverso il playout vinto 2-1 sul campo della Castellanzese.
Il calo offensivo è stato enorme: da 73 a 61 e infine a 38 reti.
La fine di un ciclo e la ricostruzione
Dopo tredici anni si è chiusa l'era di Marco Spilli. Il nuovo allenatore è Daniele Angellotti, con Andrea Scandola nel ruolo di direttore sportivo.
Il mercato è stato molto attivo. Sono arrivati Fabrizio Ferrante dalla Casatese Merate, Luka Tomas, Mirko Rettore, Alex Pedone, Alessandro Polenghi, Christian Bianchetti, Guillermo Busto, Stefano Banfi e Tommaso Tentoni, reduce da dieci gol con il Varese.
Si tratta di una delle ricostruzioni più profonde del girone. La qualità individuale è elevata e l'arrivo di Ferrante aggiunge conoscenza, struttura e affidabilità.
La Varesina può tornare rapidamente nelle zone alte, ma il cambio di allenatore e il numero di nuovi giocatori implicano un periodo di adattamento. È una formazione dal potenziale playoff, accompagnata però da un rischio d'integrazione superiore rispetto alle squadre che hanno mantenuto la propria ossatura.
LA CASATESE MERATE COME PARAMETRO DEL GIRONE
Per comprendere il valore delle avversarie è necessario collocare correttamente la Casatese Merate.
Il percorso delle ultime tre stagioni è uno dei più solidi dell'intero raggruppamento:
- 2023/24: undicesimo posto, 51 punti, 53 gol fatti e 53 subiti;
- 2024/25: quarto posto, 68 punti, 58 gol fatti e 34 subiti;
- 2025/26: secondo posto, 61 punti, 49 gol fatti e 28 subiti.
Il dato più importante non è soltanto il miglioramento della classifica, ma la trasformazione difensiva: 53 gol subiti nel 2023/24, 34 nel 2024/25 e 28 nel 2025/26.
In due stagioni la Casatese Merate ha ridotto di quasi la metà il numero delle reti concesse, passando da 1,39 a 0,82 gol subiti per partita.
La finale playoff persa 3-2 ai supplementari contro il Chievo rappresenta un punto di partenza, non un ridimensionamento. La squadra ha dimostrato di poter competere per l'intera stagione con le migliori e di saper sostenere anche partite ad alta pressione.
Nel nuovo Girone D, tuttavia, la Casatese dovrà affrontare avversarie con caratteristiche differenti: squadre emiliane molto organizzate senza palla; piazze toscane abituate a un calcio più tecnico e professionistico; formazioni lombarde già conosciute, ma profondamente rinnovate; neopromosse che giocheranno con entusiasmo e intensità; retrocesse dalla Serie C ancora difficili da valutare.
La Casatese parte nel gruppo delle candidate alla zona alta. I risultati delle ultime due stagioni la collocano davanti, per continuità recente, alle due retrocesse dalla Serie C e a diverse società più blasonate.
Per avvicinare il primo posto sarà però necessario mantenere la solidità difensiva e aumentare la capacità di chiudere le partite. I tredici pareggi del 2025/26 rappresentano contemporaneamente un segnale di imbattibilità e un margine di miglioramento: convertire tre o quattro pareggi in vittorie avrebbe modificato radicalmente la classifica.
I NUMERI CHE DEFINISCONO IL NUOVO GIRONE D
Le migliori difese del 2025/26
Considerando le squadre che militavano in Serie D, i migliori dati sono:
- Lentigione: 22 gol subiti;
- Pistoiese: 22;
- Casatese Merate: 28;
- Pro Sesto: 29;
- Cittadella Modena: 29.
Queste cinque squadre formano il nucleo tatticamente più affidabile del girone. Lentigione e Pistoiese hanno concesso appena 0,65 reti per partita. Casatese, Pro Sesto e Cittadella sono rimaste sotto quota 0,86.
In un campionato lungo e presumibilmente equilibrato, la capacità di vincere 1-0 e di non perdere le giornate meno brillanti sarà decisiva.
I migliori attacchi
Tra le squadre provenienti dalla Serie D:
- Pistoiese: 61 gol;
- Lentigione: 50;
- Casatese Merate: 49;
- Pro Sesto: 45;
- Varese: 43;
- Castellanzese: 41.
La Pistoiese è l'unica formazione capace di abbinare una produzione superiore a 1,75 gol per partita a una difesa sotto quota 0,70.
Il Cittadella Modena aveva segnato soltanto 35 gol, ma il mercato con Defrel, Cericola e Rizq rende il dato storico poco rappresentativo della nuova potenzialità offensiva.
Le squadre in maggiore crescita
La progressione più solida appartiene al Lentigione: 56, 65 e 73 punti nelle tre stagioni.
Anche la Casatese mostra un'evoluzione strutturale evidente, soprattutto nella fase difensiva. L'Oltrepò è passato da una difficile salvezza con 59 gol subiti a un settimo posto con appena 36 reti incassate. La Pro Sesto ha ridotto i gol subiti da 43 a 29, senza perdere produzione offensiva.
Le squadre da ricostruire
Aurora Pro Patria e Pontedera portano con sé la categoria superiore, ma arrivano da stagioni numericamente molto negative: Pro Patria con 23 punti e 70 gol subiti; Pontedera con 20 punti e 62 gol subiti.
La retrocessione dalla Serie C non garantisce superiorità in Serie D. Le rose vengono spesso rivoluzionate, i migliori giocatori possono partire e il nuovo gruppo deve adattarsi a un calcio meno codificato, più fisico e molto competitivo.
Varesina, Castellanzese e Tropical Coriano arrivano invece da un playout o da una retrocessione. La Varesina ha reagito con un mercato importante; la Castellanzese ha mantenuto esperienza e qualità; il Tropical ha avuto meno tempo per programmare a causa della riammissione tardiva.
LE GERARCHIE PROVVISORIE DEL GIRONE D
Prima fascia: le favorite strutturali
Pistoiese
È la squadra che combina meglio qualità offensiva, solidità difensiva, continuità e pressione ambientale. I 71 punti e il saldo reti di più 39 costituiscono il miglior biglietto da visita tra le formazioni provenienti dalla Serie D.
Lentigione
È probabilmente la società più stabile. Ha migliorato per tre anni consecutivi classifica e rendimento difensivo. L'arrivo di Rizzi può colmare il margine offensivo che la separava dal primo posto.
Cittadella Modena
Parte leggermente dietro per risultati storici, ma il mercato la porta nella prima fascia. Defrel è un'operazione fuori scala per la categoria e Cericola garantisce gol già verificati in Serie D.
Seconda fascia: le candidate alla promozione e ai playoff
Casatese Merate
Secondo posto, terza miglior difesa tra le squadre di Serie D presenti nel girone e due stagioni consecutive di vertice. Non può essere considerata una sorpresa: è una realtà consolidata della parte alta.
Pro Sesto
Ha già completato il processo di adattamento dopo la retrocessione dalla Serie C. La difesa da 29 gol subiti costituisce una base molto solida.
Varese
Ha storia, pubblico e qualità per competere in alto, ma deve correggere il disequilibrio difensivo dell'ultima stagione.
Varesina
Il mercato la rende molto più forte rispetto alla squadra arrivata ai playout. Il potenziale è elevato, ma il nuovo ciclo tecnico dovrà trovare rapidamente equilibrio.
Terza fascia: le grandi incognite
Aurora Pro Patria
Può costruire una rosa superiore alla categoria, ma parte in ritardo e arriva da 70 gol subiti. La nuova proprietà dovrà trasformare rapidamente le risorse in organizzazione.
Città di Pontedera
Ha inserito molti giocatori di qualità e una forte componente internazionale. È difficile stabilire quanto tempo sarà necessario per creare una vera squadra.
Solbiatese
Neopromossa ma molto ambiziosa. Ha conservato allenatore e dodici giocatori, inserendo contemporaneamente dodici nuovi elementi.
Arconatese
La promozione con 77 gol segnati dimostra una superiorità evidente in Eccellenza. La conoscenza della Serie D riduce il rischio normalmente associato alle neopromosse.
Quarta fascia: centro classifica e possibili sorprese
Oltrepò
La crescita difensiva e il settimo posto della scorsa stagione la rendono una candidata alla parte sinistra.
Castellanzese
La retrocessione ai playout non deve nascondere una differenza reti positiva. Ha esperienza e giocatori capaci di decidere le partite.
Pavia
Ha superato l'impatto con la categoria e dispone di una piazza importante. Deve però dimostrare di aver colmato le lacune emerse nella prima stagione di Serie D.
Quinta fascia: obiettivo salvezza
Correggese
Squadra equilibrata, ma poco produttiva. Dovrà aumentare il numero di vittorie e la presenza offensiva.
Crema
La lunga esperienza nella categoria rappresenta un vantaggio, ma i dati del triennio la collocano stabilmente vicino alla zona pericolosa.
Sant'Angelo
Deve invertire il peggioramento difensivo dell'ultima stagione e costruire un nuovo equilibrio con Luca Di Lauri.
Tropical Coriano
La riammissione tardiva, i 28 gol segnati e la necessità di completare la rosa la collocano inizialmente tra le squadre maggiormente esposte.
UN GIRONE NEL QUALE IL NOME NON BASTERÀ
Il Girone D 2026/27 riunisce realtà che arrivano allo stesso punto attraverso percorsi completamente differenti.
Pro Patria e Pontedera scendono dal professionismo, ma devono ricostruire identità e fiducia. Pistoiese e Lentigione arrivano invece da stagioni quasi perfette e possiedono automatismi già consolidati.
Il Cittadella Modena ha scelto di alzare immediatamente il livello attraverso il mercato. Varesina e Solbiatese hanno rivoluzionato o ampliato profondamente le rispettive rose. Arconatese porta l'entusiasmo della promozione, mentre Oltrepò e Pro Sesto rappresentano progetti in progressiva crescita.
In questo contesto la Casatese Merate può rivendicare una posizione importante. Non ha il blasone di alcune avversarie, ma possiede qualcosa che ad agosto vale probabilmente di più: risultati recenti, continuità, organizzazione e una struttura difensiva già verificata.
Il nuovo girone imporrà però un'evoluzione ulteriore.
Contro le squadre emiliane servirà pazienza nella circolazione e grande attenzione alle transizioni negative. Contro le formazioni provenienti dalla Serie C bisognerà ridurre il tempo a disposizione dei giocatori tecnicamente più evoluti. Nei derby lombardi conteranno conoscenza reciproca, duelli individuali e gestione emotiva.
La corsa al vertice potrebbe essere decisa da tre fattori: la capacità di vincere le partite equilibrate; la profondità delle rose durante l'inverno; l'inserimento dei nuovi giocatori nelle squadre maggiormente rinnovate.
Pistoiese e Lentigione partono con il vantaggio della continuità. Il Cittadella Modena possiede il mercato più appariscente. Casatese Merate e Pro Sesto offrono solidità e conoscenza della categoria. Varese e Varesina hanno il potenziale per inserirsi. Pro Patria e Pontedera rimangono le variabili più difficili da misurare.
Sarà un campionato nel quale non esisteranno trasferte semplici e nel quale la differenza tra playoff e playout potrebbe essere contenuta in pochi punti.
Il Girone D non sarà vinto necessariamente dalla squadra con il nome più importante o dal singolo acquisto più prestigioso. Sarà vinto dalla società capace di trasformare storia, mercato e ambizione in equilibrio tattico, continuità e identità.
La Casatese Merate entra in questa nuova sfida con il rispetto dovuto alle grandi piazze, ma anche con la consapevolezza maturata sul campo: dopo un quarto posto, un secondo posto e una finale playoff, non è più chiamata soltanto a sorprendere. È chiamata a confermarsi tra le protagoniste.